Vi aspettiamo venerdì 29 dicembre alle 19.30 e venerdì 6 gennaio alle ore 19.00.

Storia. Fede. Tradizione. Attualità. La Sacra Rappresentazione dei Magi di Antonelli è giunta alla 66esima edizione. Unica nel suo genere, è una vero e proprio spettacolo teatrale che riprende i fatti evangelici dall’Annunciazione a Maria alla nascita di Gesù Bambino e all’adorazione dei Magi ma che ha spunti di riflessione sull’attualità. Quest’anno il tema è la paura ed in particolar modo la paura di tutte le donne costrette a subire violenza. E proprio in omaggio a tutte le donne, uno dei tre Magi è donna, a sottolineare l’uguaglianza. In fondo siamo tutti in camino, siamo tutti Magi..

Antonelli, è una contrada monopolitana, a 400 m di altitudine, sulla ridente collina pugliese. Il 1911 vide nascere in contrada Antonelli una piccola chiesa, costruita con mezzi di fortuna e piuttosto insicura. Questo luogo sacro divenne importantissimo per la vita dei fedeli, un punto di ristoro per l’anima e il 2 aprile 1928 fu eretta canonicamente la parrocchia dedicata a S. Raffaele Arcangelo. Ma le condizioni dell’edificio, già precarie, continuarono a peggiorare, nonostante la chiesetta fosse stata più volte soggetta a riparazione e puntellata con costruzioni in muratura. E fu così che nella notte tra il 3 e il 4 febbraio del 1942 la chiesa crollò, ed i fedeli cominciarono a rivendicare un luogo di culto più idoneo, con la guida di don Cosimo Tartarelli. L’11 ottobre dello stesso anno fu posta la prima pietra della nuova chiesa, su un suolo donato dalla famiglia Nistrio, dedicata a “Maria SS.ma Regina”. Non avendo tutte le risorse economiche disponibili, il parroco si recò più volte negli Stati Uniti d’America dove raccolse offerte, grazie alle quali fu possibile terminare i lavori. Il 9 luglio del 1950 fu solennemente consacrata la nuova chiesa.

L’anno successivo, il senatore e pittore Luigi Russo, ispirato dal piazzale e dal porticato della chiesa, ed avendo visto un presepe vivente nel territorio tarantino, propose che anche ad Antonelli potesse aver luogo una Sacra Rappresentazione. La sua idea piacque a tutti, e l’entusiasmo fu grande per gli attori, i parrocchiani, il numeroso pubblico che da zone sempre più lontane si dava appuntamento la sera dell’Epifania favorito dalla dolcezza del clima e dall’ultimo giorno delle vacanze invernali. Ma Luigi Russo, quale uomo di cultura, ebbe l’idea di affidare la scrittura del testo sacro all’amica poetessa monopolitana Rosella Mancini, che più volte aveva usato la sua penna per composizioni sul Natale e che scrisse il primo copione.

È fondamentale sottolineare un aspetto: Rosella Mancini vive anche un’esperienza parigina, una conoscenza della cultura e della lingua francese. Ciò non può non far supporre una sua inclinazione e un suo studio sul tema del dramma sacro che poi ripropone nel suo testo.

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